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Scoprire l'indonesia in crociera con Aurora


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scritto da: nurwebagency - Visite: 14 - Numero di parole: 1656 - Data: 12 May 2010 - Ora: 4:48 PM 0 commenti




Si fa presto a dire Indonesia. Perché con oltre 17000 isole sparpagliate da 6°Na I l°Seda95°a I4I°E, per un totale di ben tre fusi orari, è il più grande paese al mondo costituito da un arcipelago. A cavallo tra due oceani, dove le zolle tettoniche più attive convergono generando vulcani e movimenti della crosta terrestre, al centro dell'area dove la biodiversità marina è più alta, i ruscelli di mare che percorrono gli spazi tra le isole contribuiscono a differenziare centinaia di ambienti. Si può affermare che il reef che circonda ogni isola, che ogni scoglio, abbia una propria individualità, sia diverso da quello vicino. Conoscere l'Indonesia è anche rendersi conto di queste differenze. Cominciamo a cercare di capire da dove nascano. In primo luogo dalla storia geologica. Torniamo nel periodo compreso tra il Pliocene e il Pleistocene, da 15 a 5 milioni di anni fa. Le glaciazioni si succedono, il livello dei mari sale e scende di oltre 100 metri ogni volta. Fenomeni vulcanici e sismici sono all'ordine del giorno, isole appaiono e scompaiono, le condizioni sono ideali per la nascita di nuove specie. E' allora che i reef dell'Indonesia iniziano a modellarsi e ad assumere la loro caratteristica di centro mondiale della Biodiversità, dove migliaia di specie diverse di pesci e invertebrati hanno, convivono, e partono alla conquista degli angoli più remoti della più ampia regione biogeografìca del nostro pianeta, l'Indo-Pacifìco. In secondo luogo, dalla circolazione oceanica. La posizione in cui si trova l'arcipelago In-donesiano, allungato tra Asia e Australia, gli conferisce il ruolo importantissimo di unire e separare i due oceani Pacifico e Indiano. Perché se è vero che l'acqua prende la forma del bacino che la contiene e non si può arrestare nel suo flusso, è altrettanto vero che una complicata collana di isole, stretti, soglie e bassifondi può modellare questo flusso e regolarlo con conseguenze fondamentali. Il flusso da est degli Alisei accumula l'acqua a ridosso dell'arco indonesiano, facendo innalzare il livello del Pacifico di circa 5 centimetri rispetto all'Indiano. Il mare si incanala dove trova aperture, generando una corrente verso sud, e arriva a unirsi alle acque dell'Indiano solo a livello della costa meridionale di isole come Bali, Lombok, Sumbawa, Komodo, Rinca. Vicino alla costa, tra attriti e maree, è assai probabile che il subacqueo sperimenti correnti locali di direzione opposta o variabile. Infine dobbiamo capire che gli animali del reef sono tra i più sedentari del mondo.

È ovvio che un corallo, una spugna, rimangano sempre fissi. Ma è sedentario anche un pesce di reef, che si allontana solo di pochi metri dalla protezione dei coralli, e per il quale un braccio di mare aperto rap-presenta una barriera invalicabile. E sono spesso più pigri di quanto pensiamo anche pesci migratori come barracuda, carangidi, mante. Esiste una sola fase nella vita dei pesci di reef e degli invertebrati marini bentonici in cui questi viaggiano in oceano e possono percorrere le distanze tra due reef, ed è la primissima fase di vita, quando tutti, con poche eccezioni, sono larve pelagiche che le correnti guidano verso una fìssa dimora. La fase larvale può durare da sette giorni (nel pesce pagliaccio) a oltre un anno (nel pesce fantasma). Ecco perché, se esiste una linea di Wallace che divide la fauna terrestre asiatica da quella australiana, è comprensibile che esista anche più di una linea di separazione tra faune marine. Ora abbiamo una ragione in più per tuffarci e esplorare le pareti, dove ogni animaletto vive sopra qualcun altro, e le distese di sabbia, dove gli incontri strani sono quotidianità: quello di cogliere le sottili differenze di ogni sito. E quale miglior mezzo di una barca che naviga per queste acque? Dall'estate 2009 è attiva in Indonesia Aurora, un veliero dotato di ogni comfort, il giusto lusso e qualcosa in più dato dalla presenza a bordo di biologi e fotografi subacquei, che,  in una lunga full immersion, aiutano a comprendere i fenomeni che si presentano. L'itinerario che Albatros Top Boat propone a bordo di Aurora si articola in sette tappe che compongono un giro antiorario dell'Indonesia dell'Est, cioè della parte più interessan-te per i subacquei. Il percorso comincia a giugno a Komodo e nelle vicine isole della Sonda Minore (Sumbawa, Sangeang, Rinca), l'ultimo filtro che le acque provenienti dal Pacifico incontrano prima di mischiarsi con quelle dell'Indiano, qui più fresco e battuto dal moto ondoso. A parte la temperatura dell'acqua che cala rapidamente spostandosi verso sud, osservando con attenzione i pesci farfalla, i chirurgo, i labridi e alcuni invertebrati, si nota un passaggio abbastanza deciso da una fauna di tipo Pacifico a quella caratteristica dell'Indiano. Con pesci pelagici più frequenti a sud e un manta point da brivido, i reef verso nord offrono alcuni degli scorci più spettacolari, con acque limpide affollate di carangidi e lutianidi.

A ottobre si cambia rotta, puntando a nord, attraverso il mare di Banda, che ci proietta nelle Molucche, le isole delle spezie. E un buon periodo per incrociare la migrazione delle balene, che tornano verso le acque più fredde del sud all'inizio dell'estate australe, ma la nota distintiva è la concentrazione di vita attorno a pochi pinnacoli che risalgono quasi verticalmente da fondi abissali: Gunung Api, Lucipara, Bandaneira sono tutte formazioni coralline che decorano la sommità di vulcani. Ognuna con caratteristiche proprie, come lo straordinario assembramento di serpenti di mare. La tappa successiva attraversa il nord delle Molucche, da Ambon fino a Sorong, in Papua Barat. Il paesaggio cambia, il mare si fa più chiuso, l'osservazione di animali  molto sedentari  (i pagliaccio, i pesci  damigella, le ascidie) permette di cogliere i cambiamenti da un'isola all'altra e il ruolo delle correnti marine. La baia di Ambon regala memorabili muck dives, immersioni su fondali fangosi estremamente ricchi. Fino a gennaio Aurora è in Papua Barai, nel parco marino di Raja Ampat, dove si alternano due rotte, una a nord, verso Sei Pele e Wai Geo, l'altra a sud, a Misool, entrambe fra isolette, con stretti, baie che si aprono all'interno di altre baie, lagune interne che hanno perso il collegamento col mare. Sono autentici labirinti, ambienti dove popolazioni animali si evolvono in isolamento fino a dare origine a nuove specie. Anche qui le mante abbondano. A febbraio è in programma una crociera di esplorazione attraverso le isole Halmahera, nell'estremo nord delle MoIucche, vera zona di frontiera per la subacquea, che nasconde fondali inesplorati, collegamento e separazione tra i due poli della diversità, Sulawesi e Papua, dove le correnti del mar delle Molucche modellano una comunità biologica unica. I sub italiani conoscono il Sulawesi, per questo, a marzo, le rotte di Aurora, partendo dal famoso stretto di Lembeh, paradiso della macrofotografia, ne esplorano il lato meno noto. Le isole Sangihe, al di là del vulcano sommerso, sono un'altra zona di confine, la separazione tra il mare di Celebes e quello delle Molucche e, anche qui si ha la sensazione di veder cambiare la biologia in poche miglia. Ad aprile, infine, il trasferimento verso sud avviene con una lunga esplorazione, unica nel suo genere, dell'est di Sulawesi con le isole Togian, le selvagge e sconosciute Banggai, il lussureggiante arcipelago di Tukang Besi. Si alternano isole di ogni tipo, blocchi di basalto vulcanico e piccole spianate di sabbia corallina bianchissima. Ed è la zona ideale per un program-ma di studio sulla distribu-zione dei cavallucci di mare pigmei, che sebbene diffusi in tutto l'arcipelago, proprio a Sulawesi hanno la massima biodiversità. E si ricomincia il giro. Oggi l'Indonesia offre alcune fra le migliori immersioni, i reef più intatti, le pareti più colorate e, soprattutto, è unica per chi ama perdersi nell'osservazione degli esseri più piccoli, del comportamento animale, di mille fenomeni di simbiosi. Un'ultima annotazione riguarda la stagione migliore. La risposta è semplice: qualsiasi. L'Indonesia è talmente grande da coprire differenti zone climatiche. Se il periodo da giugno a settembre è secco a Komodo, l'autunno è il periodo migliore per attraversare il mare di Banda e da dicembre a febbraio sono i mesi meno piovosi in Papua.

La crociera in Indonesia a bordo dell'Aurora viene proposta da Albatros Top Boat (tel. 0323505220, www.albatrostopboat.com - info@albatrostopboat.com). La barca su cui si naviga è un veliero in legno a due alberi. Lunga fuori tutto 42 metri e larga 9, può ospitare diciassette passeggeri in sette cabine doppie, di cui tre all'occorrenza hanno il triplo letto. Tutte le cabine hanno aria condizionata regolabile, servizi con doccia e acqua calda. Ampia e comoda la dinette con biblioteca, laboratorio PC, video-foto, ricarica batterie e uno spazioso solarium. Il ristorante serve piatti internazionali, con un occhio di riguardo per gli ospiti Italiani. Tre generatori forniscono corrente elettrica a 220M con prese di tipo europeo. Due compressori e una unità nitrox garantiscono le ricariche. Bombole da 12 litri in alluminio con attacco Int e Din e attrezzature per il noleggio. Tre i tender. L'equipaggio comprende quattordici persone, un istruttore e divemasters esperti dei siti di immersione. In occasione di eventi particolari può esserci a bordo un biologo marino e un esperto fotosub, per dare consigli e informazioni, una linea che Albatros Top Boat segue anche alle Maldive, con la sua annuale crociera scientifica. Massimo Boyer, in particolare, dal 2000 collabora con le Università delle Marche, di Manado e di Makasar in programmi di studio e valorizzazione della diversità dei reef Indonesiani.



Note biografiche dell'autore

AURORA LIVE ABOARD
Crociera di lusso in Indonesia su nave Aurora

www.auroraliveaboard.com



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