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Usi e abusi della cocaina, ieri ed oggi


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scritto da: Arianna - Visite: 1484 - Numero di parole: 924 - Data: 16 Nov 2007 - Ora: 4:50 PM 0 commenti




Quanti sanno che nel diciannovesimo secolo vi era un papa nominato Leone XIII che non solo consumava la cocaina, ma ne pubblicizzava persino i suoi effetti? Fu addirittura ritratto in un manifesto mentre conferiva una medaglia d’oro al fabbricante di quella nuova sostanza usata come "tonico" che egli badava bene di portare sempre con sé.
Secondo i dati dell'International narcotics control board in Gran Bretagna vi è il maggior uso di cocaina del mondo. Circa il 6,8% degli adulti britannici ammette di averla provata, rispetto al 4,9%  degli spagnoli, che occupano il Secondo posto. L'Italia si colloca al terzo posto. Oggi il 2% dei britannici - la stessa percentuale degli statunitensi - fa regolarmente uso di cocaina che ormai è diventata la droga più diffusa negli ambienti alla moda.

 

 

Naturalmente l'uso della cocaina ha origini molto arcaiche, risalendo sino agli Inca. Gli abitanti dell'area compresa tra Colombia, Perù e Bolivia, dove si producono tre quarti della cocaina del mondo, masticano foglie di cocaina da migliaia di anni. Un tempo la cocaina era riservata alla famiglia reale, ma, come dimostrano alcuni reperti archeologici, era ampiamente usata anche dalla popolazione per motivi mistici, religiosi, sociali e curativi. Non la masticavano solo per le sue proprietà stimolanti, che sembrano annullare la fatica e danno l'energia necessaria per affrontare le ripide salite nell'aria rarefatta di quella regione montuosa, ma anche per le sue qualità alimentari, poiché le sue foglie contengono vitamine e proteine. Poi arrivarono gli invasori spagnoli e la situazione cambiò. All'inizio gli invasori vietarono la cocaina reputandola una sostanza dagli effetti magici e negativi. Poi scoprirono che senza quel prodotto miracoloso gli indigeni non riuscivano a lavorare nei campi e ad estrarre l'oro. Così, ai fini di una buona resa lavorativa la cocaina fu legalizzata e anche tassata e gli invasori cominciarono a tenere per sé un decimo dei raccolti. Le foglie erano distribuite ai contadini tre o quattro volte al giorno, durante le pause dal lavoro.

 

La chiesa cattolica cominciò addirittura a coltivarla.
Nel 1863, il chimico italiano Angelo Mariani produsse un tipo di vino chiamato Vin Mariani, trattato con foglie di coca. Sperimentò il suo ricostituente da cui trasse risultati positivi. L'etanolo presente nel vino fungeva da solvente ed estraeva la cocaina dalle foglie, dando origine ad un composto chiamato cocaetilene, che rafforzava decisamente l'effetto di entrambe le droghe. Ogni oncia di Vin Mariani conteneva l’11% di volume alcolico e 6,5 milligrammi di cocaina. Probabilmente fu per questo che Leone XIII gli diede una medaglia e diverse fonti oggi confermano che sono stati molte le persone, compresi noti personaggi storici, ad aver apprezzato ed usato il Vin Mariani.

 

Oggi qualcuno reputa la Coca-cola il rimedio del proibizionismo americano: un farmacista di Atlanta, John Pemberton, quando il proibizionismo vietò l'uso dell'alcol dovette sostituire il vino con una speciale ricetta a base di sciroppo di zucchero. La chiamò Coca-Cola: la bevanda della temperanza, "che presentava le virtù della coca senza i vizi dell'alcol". Nella sua pubblicità Pemberton la definiva "una bevanda intellettuale" e "una delle bibite più gradevoli, rallegranti e rinvigorenti".

 

 

    Sul finire del diciannovesimo secolo, l'opinione nei confronti della cocaina cambiò drasticamente poiché era ormai chiaro all'opinione pubblica che creava dipendenza. Il suo uso cominciò a essere descritto come un vizio.

 

Nel 1904 fu eliminata la cocaina dalla Coca-Cola. Il governo statunitense cercò di costringere la società a ribattezzare la bevanda ma, dopo un lungo contenzioso legale, il nome restò quello. Al museo di Atlanta della Coca-cola non si accenna al fatto che la bevanda deriva dalla famosa pianta peruviana ma è curioso sapere che è ancora aromatizzata con foglie di coca dalle quali è stata tolta la cocaina.
    Negli ambienti alla moda, invece, si continuò a usarla per tutto il secolo, fino ad oggi, nonostante sia stata messa in ombra sul mercato nero da stimolanti sintetici come l'ecstasy, l'eroina, l'acido e le anfetamine. I figli dei fiori degli anni sessanta scelsero invece la marijuana e l'Lsd. Alla fine degli anni novanta e all'inizio del ventunesimo secolo, negli Stati Uniti la cocaina ha avuto un ritorno di fiamma e nel 2003 le vendite nelle strade hanno raggiunto i 35 miliardi di dollari. E non appena il mercato statunitense si è saturato, i mercanti di droga si sono rivolti all'Europa.

In questa epoca la cocaina si poteva comprare liberamente. Negli Stati Uniti, all'inizio del 1900, Sears & Roebuck vendevano un vino di coca peruviana che "corrobora e ristora il corpo e la mente, e può essere assunto in qualsiasi momento con perfetta sicurezza". La cocaina era ampiamente usata anche per curare il mal di denti e per produrre medicinali, uno dei quali - il rimedio per la febbre da fieno e il catarro - era costituito al 99,9 per cento da cocaina pura. A Londra, nel 1916, i magazzini Harrods vendevano un kit contenente cocaina, morfina, aghi e siringhe.

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Arianna D.P., redazione di article-marketing.eu: articoli, recensioni e comunicati stampa



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