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L’irresistibile fascino di certi libri per l’infanzia


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scritto da: francescapp - Visite: 0 - Numero di parole: 664 - Data: 11 Oct 2011 - Ora: 5:44 PM 0 commenti




Spesso considerati come una sottocategoria ad esclusivo uso di bambini e ragazzi, i romanzi e i racconti per l’infanzia ultimamente stanno riscuotendo un grande successo anche tra chi ha superato da un po’ la maggiore età. Il caso più esemplare e più eclatante, in questo senso, è probabilmente quello do Harry Potter, il maghetto partorito dalla mente di J.K. Rowling e diventato ormai un cult non solo per i bambini, ma anche per i più grandicelli. Tra gli appassionati del maghetto non ci sono infatti solo fanciulli e ragazzini alle prese con la lettura dei loro primi romanzi, ma anche lettori più grandi e in molti casi già scafati. E cosa non meno significativa, le gesta di Harry Potter sono ormai diventate argomento di tesi e di corsi di laurea.

L’interesse suscitato dai romanzi della Rowling su tutte le fasce di età è in realtà solo la punta dell’iceberg, un iceberg che comprende anche il genere Fantasy, con Il Signore degli Anelli in primis, e autori che ormai sono diventati dei classici della letteratura tout-court, e non solo della letteratura per l’infanzia. Le opere di Roald Dahl, per esempio: amatissimo da varie generazioni di bambini, i libri del narratore britannico – ma di origine norvegese – sono delle spassosissime letture anche per chi non è più bambino. Non è un caso che molti dei libri scritti dal buon vecchio Dahl abbiano dato vita a delle strepitose trasposizioni cinematografiche, a film amati tanto dagli adulti quanto dai bambini, come nel caso de La fabbrica di cioccolato (in entrambe le trasposizioni, quella più recente ad opera di Tim Burton e quella di Mel Stuart del 1971) e di Fantastic Mr Fox.

Ci si potrebbe chiedere come mai queste opere, catalogate come storie bambini o per ragazzi, piacciano sempre di più anche agli adulti. Qualcuno potrebbe parlare di una sorta di regressione alla fanciullezza (che nell’epoca della sindrome di Peter Pan e dei bamboccioni cadrebbe a pennello), o di un semplice divertissement senza pretese. In realtà il motivo per cui questi libri piacciono tanto anche agli adulti è perché sono scritti bene, sono avvincenti, sono divertenti e commoventi, ossia hanno, se non tutte, molte delle caratteristiche che si ricercano nei libri che si leggono. Ritorniamo ad esempio sulle opere di Roald Dahl: pochi libri possono vantare lo stesso senso dell’umorismo e il sarcasmo che caratterizzano libri quali Matilda, Gli Sporcelli o il GGG, e sfido qualsiasi adulto grande e grosso a leggere qualche pagina di questi o di altri romanzi senza farsi una bella risata. E l’uso eccellente delle parole e delle tecniche per tenere il lettore incollato al libro nell’attesa di cosa succederà nel capitolo successivo sono, per così dire, senza età. Certo le trame, spesso fantasiose, per non dire irreali, cozzano un po’ con la percezione del reale che (molti) adulti hanno acquisito con l’età, e potrebbero quindi non facilitare l’immedesimazione con i personaggi. Ma i sentimenti di fondo, le riflessioni e i messaggi lanciati da alcuni di questi bravissimi autori di libri per l’infanzia possono davvero essere considerati universali, e per questo possono essere apprezzati anche da chi dell’infanzia ha solo un ricordo sognante.

Certo anche nel campo dei libri per l’infanzia le generalizzazioni non sono possibili, e non si può negare che molti racconti bambini non sono in grado di appassionare più, dopo una certa età, ma se vi capita di leggere un libro di vostro figlio o del vostro fratellino minore, e questo vi cattura irrimediabilmente, non preoccupatevi: non vi state appassionando ad un libro per bambini, ma semplicemente ad un buon libro.





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Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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